L'apostolo Rolf Camenzind, in Ticino per un bel evento famigliare, ha scelto la comunità di Lugano per celebrare il servizio divino domenicale.
La parola biblica per il servizio divino era in Giobbe 19, 25a: "Ma io so che il mio Redentore vive". Giobbe era un uomo retto, integro e fuggiva il male. Non si meritava le sofferenze, ma non è questione di “meritare”. Durante le sue sofferenze pensava di non poter piu resistere a tali sofferenze e avrebbe preferito non aver mai vissuto.
Ma come ha potuto sperimentare Giobbe, che è sempre rimasto collegato e connesso con Dio, ciò vale per noi: cosa è che ci spinge ad andare avanti, a resitere, perché ci siamo recati nella casa del Padre questa domenica mattina? Non per abitudine! Ci rechiamo nella sua casa perche abbiamo bisogno di Lui, del nostro Redentore. Il nostro Salvatore vive nei nostri cuori, siamo suoi figli come Giobbe. Egli ci accompagna, ci indirizza per il meglio e ci sta aspettando. Ognuno deve passare le sue prove nella vita, malgrado questo non siamo stati abbandonati da Dio. Sappiamo che Egli è con noi, e ci sostiene.
Il conducente distrettuale Christian Bersier servito in seguito all’altare, ricordando come gli amici di Giobbe cercavano ripetutamente di scoraggiarlo e infierire su di lui, ma egli si consolava con la sua fede e con la sua vicinanza con Dio.
Preghiamo e speriamo per un mondo privo di ingiustizie e sofferenze. Egli ha citato il Papa che di recente è stato nominato a capo della Chiesa cattolica e che, come prime parole, ha augurato la pace per tutti. Ha anche citato il famoso discorso, di oltre sessanta anni fa, di Martin Luter King “I have a dream”. Auguriamoci tutti un mondo senza sofferenze e ingiustizie. Questo accadrà quando ci riuniremo con Gesù e con Dio.
Portiamo con zelo il nostro messaggio di fede al prossimo e nel mondo, affinché questo accada presto!
Il sacerdote Franz Hochkofler ha contribuito alla predica, dicendo che Dio ha donato a ciascuno un corpo e un’anima. Quest’ultima vivrà per sempre, nella magnificenza di Dio. Come Gesù disse “Io vivo e perciò vivrete anche voi”, tramite di Lui riceviamo la vita eterna, e potremo vivere con Dio nella vita eterna. Molte cose non abbiamo la facoltà di sceglierle, per la notra vita, come per esempio il nostro luogo di nascita, ma possiamo senz’altro scegliere di vivere con Dio oppure senza Dio!
Anche il conducente della comunità, sacerdote Moreno Camenzind, ha parlato all’altare: Servire il Padre è una gioia e un piacere per ognuno di noi. Ogni piccla goccia conta e, qualora venisse meno lo zelo di lavorare per l’Opera, chiediamo nuove forze in preghiera. Non facciamo l’errore di concentrarci sulle cose brutte che ci accadono, sulle sofferenze, piuttosto prestiamo maggiore attenzione alle belle esperienze che possiamo vivere. Esse contribuiscono a tenere forte e fervente la nostra fede in Dio.