L'apostolo, dopo la preghiera iniziale, legge la parola biblica in Giovanni 20, 17-18, dopodiché la sorella Lara effettua la lettura biblica, prevista per la domenica pasquale, in Marco 16, 1-15.
Rallegrato, nel sentire il coro e l'orchestra, l'apostolo ha notato con piacere che diversi elementi si sono aggiunti all'orchestra.
Prima di iniziare l'omelia, augura a tutti i presenti una felice Pasqua e si felicita di poter vivere il servizio divino della Resurrezione di Cristo, nella cerchia della comunità.
Ognuno ha sicuramente le proprie diverse lotte personali, ma condividendo la stessa fede riceviamo tutti la forza necessaria, per affrontarle e proseguire uniti nell'Opera di Dio, in attesa del ritorno del nostro Signore.
L'apostolo pone nei cuori di tutti un punto essenziale: poter veramente credere quando Dio ci parla o ci rende attenti su qualcosa che dovremmo fare o credere, senza da parte nostra voler troppe spiegazioni, ma fidandoci di Lui.
Ciò che non accadde quando Maria Maddalena riportò agli altri, la visione di Gesù risorto: loro non credettero.
Stesso comportamento ebbe anche Tommaso, che ebbe bisogno di tempo, per credere alla resurrezione di Gesù.
L'apostolo spiega che la resurrezione di Gesù, era stata già preannunciata molto molto tempo prima che accadesse, e per noi questo avvenimento corrisponde a verità assoluta; come anche essere consci che il Messia di allora sarà anche il Salvatore della nostra anima. Credere significa che nel nostro cuore deve muoversi qualcosa di grande: il desiderio fervente di conservare la nostra fede mentre attendiamo il Suo ritorno.
Tanti elementi possono aiutarci nel tenere salda la nostra fede: ascoltare la parola di Dio, ricevere il perdono dei peccati, avere il collegamento in preghiera, cercando e ricevendo costantemente il Suo amore, e la Sua consolazione e pace, che possiamo ricevere, mentre affrontiamo i nostri giorni sulla terra.
Chiamato all'altare, il sacerdote Leoni si unisce ai pensieri dell'apostolo, aggiungendo che vissuto questo grande miracolo della Resurrezione di Gesù e tramite le informazioni che ancora al giorno d'oggi possiamo ricevere dai Suoi messaggeri, dobbiamo credere con ancora più forza nella rivenuta di Gesù.
Le nostre esperienze di fede ci aiutano anch'esse ad avere una fede forte e costante, l'aiuto ricevuto da Dio nelle difficoltà ci rafforza, ci dona pace. Non cadiamo nel dubbio, che è sempre pronto ad insinuarsi. Restiamo vicini a Dio, saldi nel collegamento con Lui.
Festeggiata la Santa Cena, l'apostolo Camenzind termina il servizio divino con la preghiera finale unitamente a tutti i presenti, e augura infine ogni bene a tutti.