Un mercoledì qualunque. Una visita preannunciata nonché gradita. Benché non ci fosse nessun giubileo, nessun atto o consacrazione, la comunità è stata allietata e ha potuto rallegrarsi di vivere il servizio divino di un apostolo vivente.
La parola biblica per l’occasione era in Giacomo 4, 10 “Umiliatevi davanti al Signore ed Egli vi esalterà”.
L’omelia è inizata con la spiegazione, riferita all’umiliazione davanti al Signore, il prendere atto della grandezza e onnipontenza di Dio, a differenza di noi, che siamo così piccoli al confronto, e che dobbiamo imporci dei limiti per non superare determinati limiti e perseverare nella sottomissione alla Sua volontà.
Umiliarsi davanti a Dio significa avvicinarsi a Dio, significa farsi aiutare da Dio, significa credere fermamente in Dio, significa avere piena fiducia in Dio.
Tutte queste qualità si allineano nel ricercare il contatto costante con il nostro Padre, specialmente durante le prove e i momenti difficili della nostra vita, cercando sempre di accettare la Sua volontà.
Avvicinandosi al momento del perdono dei peccati, l’apostolo ha ricordato ai presenti quanto è bello poter essere consapevoli dell’importanza che l’atto riveste, quanto siamo grati per poterci avvicinare e godere e gioire del perdono dal Padre.
Dio non obbiga nessuno a recarsi alla Santa Cena, ma dovrebbe essere desiderio forte di ognuno di noi, di godere di questo privilegio, guadangando il perdono, e nuove forze, mentre riceviamo il corpo e il sangue di Cristo.
Nel suo servire, anche il sacerdote Leoni ha ribadito l’importanza di restare vicini a Dio, scoprendo sempre più che Egli ci aiuta e ci rinforza in ogni momento e in ogni situazione della nostra vita. Ribadendo che la nostra vera vita la potremo avere nell’eternità, e che quello sulla terra è solo un breve passaggio.