Domenica 30 marzo, il vescovo ha visitato il distretto Ticino servendo con una parola in Marco 8, 31: «Poi cominciò a insegnare loro che era necessario che il Figlio dell'uomo soffrisse molte cose, fosse respinto dagli anziani, dai capi dei sacerdoti, dagli scribi, e fosse ucciso e dopo tre giorni risuscitasse». Durante la predica il vescovo ha sottolineato più volte di come il Signore possa tutto, ma non è venuto per allietarci la vita terrena, togliendo sofferenze e pensieri: la vita eterna non è la vita di tutti i giorni, è un momento a cui aspiriamo per il futuro.
Vogliamo capire quello che Dio ha fatto per noi e vogliamo prepararci durante questo percorso divino, che – ha spiegato il vescovo – è un po’ come il percorso scolastico: non posso incominciare dall’università, prima devo preparare le basi. Dunque, anche per la vita eterna, vogliamo rafforzare le basi e progredire con consapevolezza nel Signore.