Servizio divino con messa a riposo del sacerdote Giovanni Ulrich

21.08.2022

L'apostolo Rolf Camenzind celebra un servizio divino domenica 22 agosto 2022 a Lugano, con messa a riposo del sacerdote Giovanni Ulrich.

La parola del servizio divino tenuto dall’apostolo Camenzind era tratta da Genesi 12,2 “e io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione”.

Anche in quest’occasione l’apostolo viene particolarmente toccato dall’inno del coro (341) che gli riporta alla mente l’infanzia e lo fa sentire in particolar modo affiancato dal suo papà.

Inizialmente l’apostolo racconta un’esperienza che il vescovo De Lazzari aveva condiviso, durante il loro ultimo viaggio in Romania. Quest’ultimo infatti era già stato tanti anni addietro in Romania per lavoro e in quell’occasione pensava di essere troppo stanco e troppo lontano per recarsi ai servizi divini. Ma si presentò da lui un taxista che si mise di propria iniziativa a disposizione per accompagnarlo ogni domenica in chiesa, rinunciando ad altri guadagni.

Cos'è benedizione

Quando Dio disse ad Abramo di andarsene dal luogo in cui viveva, non gli chiese se fosse d’accordo, non gli domandò quale fosse la sua opinione. Ma assieme Egli fece ad Abramo due promesse: ti benedirò e renderò grande il tuo nome.

Ora possiamo chiederci cos’è la benedizione: non avere problemi economici o di salute? La benedizione è qualcos’altro e consiste nell’avere un buon rapporto con Dio, avere una buona coscienza con lui, e aspettare il ritorno di Gesù.

Come facciamo ad essere noi stessi una fonte di benedizione? Condividendo ciò che abbiamo ricevuto da Dio. Pensiamo per un attimo alla differenza tra Esaù e Giacobbe. Forse Giacobbe ha agito in un modo che ai nostri occhi non è del tutto limpido, ma egli ha riconosciuto il valore della benedizione. Anche noi vogliamo riconoscere il suo valore, vogliamo chiedere sempre più benedizione, vogliamo stare in contatto continuo con Dio.

Prima della messa a riposo

E’ stato chiamato a servire per l’ultima volta, prima di essere posto a riposo, il sacerdote Giovanni Ulrich. Egli ha viaggiato in molti paesi per il suo lavoro e in ogni luogo, recandosi nella casa del Signore, si è sentito in famiglia. Nella sua vita è stato sempre importante chiedere la benedizione, farsi guidare e consigliare dai predecessori. Ma la benedizione più grande è quella di combattere il buon combattimento, mantenere salda la fede e aspettare il ritorno di Gesù. Essere e rimanere figlioli di Dio è la benedizione più grande. Parlando poi della sua imminente messa a riposo, il sacerdote conferma di essere sereno.

In seguito, l’apostolo ne ha ricordato i tanti anni di servizio del sacerdote, le esperienze, la collaborazione e la particolare pazienza dimostrata nel suo sacerdozio.

E’ stato poi chiamato a servire il conducente di Bellinzona, Walter Carbognani, che esamina in modo particolare la parola benedizione. Essa è formata dalle parole “bene” e “dire”. La benedizione non è un dono unilaterale, perché Dio parlando bene di noi ci dà un grande incarico: quello di essere all’altezza di ciò che Egli dice. Dobbiamo portare i frutti di questa benedizione ed essere a nostra volta una fonte di benedizione: parlando bene del Signore, ricordandoci che anche quando non tutto funziona perfettamente, Dio è con noi.

Il conducente di Lugano Moreno Camenzind ha poi affermato che possiamo offrirci come manodopera nella chiesa, possiamo pronunciare il nostro sì anche se non ci è stata fatta nessuna richiesta, possiamo dare il nostro aiuto.

L’apostolo ha poi preparato la comunità per pregare il Padre Nostro dicendo: Dio non chiede, ma offre il perdono e la Santa Cena, sta a noi accettarle.

Durante la messa a riposo, il sacerdote Ulrich, e tutta la comunità assieme a lui e alla moglie, hanno partecipato alle parole dell’apostolo, con sentita commozione.