Domenica 25 maggio 2025 il vescovo Ivan De Lazzari è giunto a Bellinzona, capoluogo del canton Ticino, per celebrare il servizio divino. È stato accompagnato dal conducente distrettuale, l’evangelista Christian Bersier oltre che dal conducente della comunità. Il servizio divino è servito da preparazione alla festa dell’Ascensione, che ricorre giovedì 29 maggio.
Gesù, con una parola profetica, ha voluto preparare i suoi discepoli al loro futuro: “Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada; perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò.” (Giovanni16, 7)
Qui il Signore parla della sua dipartita per recarsi dal Padre, cosa che ovviamente rattrista i discepoli, i quali non possono immaginare come si possa diffondere il Vangelo senza la presenza del Signore! E ancora non potevano immaginare cos’era il Consolatore, prima doveva avverarsi la dipartita di Gesù!
Quindi il futuro della Chiesa inizia con l’Ascensione di Gesù al cielo. Per noi oggi, in un tempo pieno di affanno, è bene potersi di tanto in tanto staccare da ciò che avviene intorno e avere silenzio in sé per meditare sul nostro futuro. Anche i discepoli di allora erano spinti a riflettere sul loro futuro.
Gesù ha promesso il Consolatore: chi è? L’evangelista Bersier ha parlato del termine Paraklētos, che è la parola usata nel testo greco di base del Nuovo Testamento. Tradotto letteralmente, significa colui che è chiamato – e più precisamente colui che è chiamato in aiuto. Al di fuori dalla Bibbia questo termine era usato solo in un contesto giuridico. Così, i termini aiutante, sostegno, avvocato e difensore sono abbastanza appropriati. All’origine il significato era: rendere forte e incoraggiare. Il Paraclito, il Consolatore, è colui che dà coraggio e forza.
Lo Spirito Santo, il Consolatore parte della Trinità divina, ci dà la forza e il coraggio per portare ancora oggigiorno il Vangelo al nostro prossimo. Ci dà la forza di amare il nostro prossimo come noi stessi. Ci dà la forza di perdonare, di avere pazienza e costanza, fino al ritorno di Gesù Cristo.