La parola per il servizio divino era in Giovanni 1, 14: «E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.»
Prendendo spunto dall’inno suonato dall’orchestra di fiati, Venite fedeli, l’apostolo ha voluto ricordare come non vogliamo guardare al Natale solo come ad una celebrazione di un momento del passato, ma vogliamo anche e soprattutto volgere lo sguardo verso il futuro. Come i pastori della natività, che magari, pur non capendo del tutto l’evento a cui stavano assistendo, hanno comunque preso l’incarico di annunciare la lieta novella, anche noi ascoltiamo la parola di Dio. E, se le leggi terrene nel tempo mutano e decadono, siamo certi che la legge dell’amore di Dio rimane.
Chiamato all’altare, il conducente della comunità ha sottolineato come dobbiamo rafforzare il messaggio della parola nella fede.
L’evangelista Bersier ha concluso prendendo spunto dal presepe presente in sala: una piccola sorgente alimenta un mulino, e la sorgente è da dove viene la parola di Dio, nella lingua dell’amore.
Un santo Natale condito da musica e la lode per Dio.